Econopoly---On-Economics-and-Ecosystems-_-EcoLabs-_-300dpi-SIMPLE_905

Web e Economia: cos’hanno in comune?

CondividiTweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Share on TumblrBuffer this page

L’economia e i social network non sono poi così diversi. Entrambi si basano su un concetto: l’uomo è un animale prevedibile.

Non ci credete? Sono stati creati moltissimi modelli economici e tutti hanno lo stesso scopo: semplificare il pensiero e le decisioni dei consumatori per prevederne il comportamento. I social network, ma anche internet in generale (basta pensare a Google), utilizzano lo stesso sistema, solo per scopi diversi. I social network, basandosi sui nostri “like”, “stelline”, “retweet” e chi più ne ha più ne metta non fanno altro che creare un modello di ogni utente che usa la piattaforma.

Vediamo alcuni casi reali.

Facebook da qualche tempo ha iniziato a “filtrare” le notizie che i nostri amici ‘postano’ e ci mostra solo quelle che ritiene possano interessarci.

Google, fa esattamente la stessa cosa ogni volta che facciamo una  ricerca, basandosi su diversi parametri (es. che computer usiamo, dove ci troviamo, che siti abbiamo visitato, che browser utilizziamo, ecc.). Anche se due, o più persone fanno la stessa ricerca nello stesso momento, Google darà loro risultati diversi. Se sperate di riuscire a ‘salvarvi’ utilizzando un altro motore di ricerca, vi sbagliate.

Il web quindi non fa altro che “imitare” ciò che l’economia fa ormai da anni: crea modelli per semplificare la realtà. Una volta elaborati cerca di usarli al meglio per stabilire il comportamento di ognuno degli utenti e restituisce loro i risultati che ritiene più adatti. Esattamente come i modelli economici anche gli strumenti del web a volte sbagliano, la differenza è che se ti capita un link che non ti interessa su Google lo ignori, ma se un’impresa sbaglia i livelli di produzione da introdurre sul mercato la perdita sarà molto più rilevante.

Mentre l’economia utlizza grafici, tabelle e numeri per dimostrare e mettere in atto i suoi modelli il web ha adottato una tecnica che è tipica del modo dei mass media: l’agenda setting.

L’agenda setting è il mezzo tramite cui radio, televisione e giornali influezano le notizie. I telegiornali, per esempio, decidono di coprire in modo più approfondito alcune notizie e in modo più rapido altre notizie. Stabilendo cosa coprire, per quanto tempo e se avere più segmenti nello stesso telegiornale che coprono la stessa notizia i TG ‘plasmano’ il nostro sapere. La differenza è che mentre nei ‘vecchi‘ media le notizie da mostrare al pubblico vengono selezionate da persone fisiche, sul web questo lavoro lo fa un algoritmo.

Le aziende ancora non possono decidere cosa farci vedere sugli scaffali dei negozi e cosa no. Anche se, spesso, ciò che viene posizionato sugli scaffali ‘ad altezza occhio’ sono i prodotti più venduti, ma questa è un’altra storia.

Voi cosa ne pensate? Facebook vi mostra sempre le notizie di chi v’interessa o a volte sbaglia? E Google?

The following two tabs change content below.
Sono un'appassionata di sci e fotografia. Faccio del mio meglio per sopravvivere all'Università, scrivo questo blog e nel 2013 ho aperto slavastudenti.com, un sito per aiutare universitari in crisi.

Latest posts by alecapp (see all)

  • Facebook mi pare facesse una cosa del genere, ma poi ho cancellato il mio profilo e non so più cosa faccia 😀

    Google sì, infatti alcune ricerche le faccio in altri browser dove non sono mai stato loggato.

    Sinceramente non ho mai sopportato questi filtri, anche perché c’è un errore di fondo che commette questo algoritmo: non può conoscere il contesto delle mie ricerche.

    Esempio: ora sto facendo richerche su temi come oro, caldaie, sigarette elettroniche, ma per lavoro, devo scrivere dei testi. Non sono temi che mi interessano, quindi Google sbaglierà se in altri risultati considererà quelle mie ricerche. Spero di essermi spiegato 🙂

    • Su Facebook mi piacerebbe scoprire se c’è un modo per evitarlo, ma (purtroppo) non credo.

      Google non è l’unico motore di ricerca ad utilizzare un metodo simile, anche yahoo! fa la stessa cosa, indipendentemente se si è loggati o meno. Forse l’unica soluzione é utilizzare due browser: uno per ricerche di lavoro/studio e uno per ricerche personali, ma anche qui non so se la cosa funzioni. 🙂

  • A me Facebook mostrava prima le notizie “calde” e io sceglievo poi di farmi mostrare le notizie in ordine cronologico.

    Due browser potrebbe essere la soluzione, però anche in quel caso vale il discorso del contesto in cui effettui quelle richerche e alla fine potresti sempre trovare risultati non proprio utili.

    Bisognerebbe avere nei motori di ricerca la possibilità di eliminare qualsiasi filtro.

    • Il problema è che se mettono l’opzione “togli filtro” i loro guadagni potenzialmente potrebbero calare perché la pubblicità che viene mostrata non sarebbe più “tagliata su misura” per l’utente.