Lomografia: la fotografia è cult!

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Proprio quando le macchine digitali sembravano definitivamente aver annientato le loro antenate analogiche, dal passato torna a farsi spazio un macchina molto particolare che all’aridità dello schermo preferisce il calore della pellicola. Ed è già moda: nostalgici delle camere oscure gioite, arriva la lomografia.

DALLA RUSSIA SOVIETICA AL MERCATO GLOBALE Il fenomeno della lomografia prende il nome dalla macchina fotografica Lomo. Il nome in realtà è un acronimo del ben più complesso “Leningradskoe Optiko-Mechanièeskoe Ob’edineni”, dietro al quale si cela un fenomeno giunto da lontano ma ormai di culto nel mondo. Siamo nella Russia sovietica: un giorno per caso tra le mani del Generale Igor Petrowitch Kornitzky, braccio destro del Ministero della Difesa sovietica, approda una piccola macchina compatta giapponese. Incuriosito dalle sue potenzialità la mostra al signor Panfiloff, Direttore della potente Industria russa di ottica e armi LOMO. Entrambi gli uomini sono colpiti dalla peculiarità dell’obiettivo, estremamente sensibile alla luce tanto da produrre foto circondate da un alone di mistero. La decisione è presa: l’industria sovietica ne copierà funzioni e design così che ogni comunista che si rispetti possa avere una Lomo Kompakt Automat di sua proprietà. Così le Lomo pian piano si diffondo ma gli anni passano e le vecchie glorie dell’ex URSS finiscono nell’oblio messe in difficoltà dall’avvento di numerose macchine a batteria prodotte a basso prezzo in Asia. Fino a quando un giorno, girovagando per un mercatino, due studenti austriaci riscoprono per caso una macchina da 35mm di marca Lomo. Visto il prezzo stracciato l’acquistano e cominciano così a fare foto strampalate per le vie di Praga. Tornati a Vienna con una valigia piena di rullini da sviluppare, la loro sorpresa è massima quando si vedono consegnare stampati una serie di scatti sfuocati e straordinari, tristi e carichi di mistero al tempo stesso. Amici e parenti ne rimangono colpiti e vogliono a loro volta avere una Lomo. Ma le macchine disponibili in giro non sono molte e la fabbrica russa ha ormai arrestato la produzione. Così i due ragazzi austriaci contattano la fabbrica di San Pietroburgo e alla fine le vecchie LC-A (sigla per Lomo Compatta Automatica) tornano in produzione. Il fenomeno Lomo diventa in breve tempo così contagioso da portare alla nascita a Vienna dell’Ambasciata Lomografica con il compito di diffondere la Lomografia in tutto il mondo. Nascono anche i LomographicTour che portano individui armati di Lomo a ritrarre luoghi esotici sotto nuove e inedite prospettive. Infine con internet il fenomeno assume un carattere mondiale: sul sito www.lomography.com oggi migliaia di appassionati si scambiano foto, consigli e partecipano a concorsi. LE DIECI REGOLE D’ORO DELLA LOMOGRAFIA Lo scopo esplicito della Lomography Society è quello di documentare ogni angolo della superficie terrestre fermandolo in uno scatto. Tutto lo spirito della Lomografia è riassunto nelle dieci regole d’oro che recitano come un mantra: “porta la tua lomo ovunque tu vada, usala sempre di giorno e di notte, scatta senza guardare nel mirino, non pensare…” Seguendo questa filosofia i lomografi si lanciano nel ritrarre ogni più svariata situazione, in ogni più improbabile luogo, in ogni attimo della loro vita. L’unione di questi scatti spesso confluisce in giganteschi muri di immagini, dove ogni singola istantanea fatta da singoli lomografi dà vita ad un’opera d’arte poi esposta in giro per il mondo. Esiste oggi anche un archivio mondiale in cui tutti gli scatti realizzati con macchine Lomo sono raccolti e custoditi, lasciando a tutti la possibilità di ammirarli.

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Sono un'appassionata di sci e fotografia. Faccio del mio meglio per sopravvivere all'Università, scrivo questo blog e nel 2013 ho aperto slavastudenti.com, un sito per aiutare universitari in crisi.

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