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Le serie tv ci rappresentano.

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La vita ha ormai un ritmo frenetico, non abbiamo mai un attimo di pausa e il tempo per leggere i libri (a meno che non siano obbligatori per motivi di studio o motivi professionali) è quasi inesistente. Se in passato ci si rifugiava nei romanzi per trovare una parte di noi stessi, oggi la situazione non è più la stessa.

Le serie televisive, con una durata di circa 42 minuti per episodio, sono una delle prime cose che ci capita di incrociare quando accendiamo il televisore. Ci tengono compagnia nel dopo cena e, a volte, ci fanno appassionare. Anche se la televisione la guardiamo distrattamente, questa ci rappresenta.

Pensiamoci un attimo insieme: la serie Friends (sfido a trovare qualcuno che non ne abbia mai guardato almeno una puntata), nacque nel 1994 e finì nel 2004, fu una delle serie più amate dai telespettatori ed è una delle ultime serie che rappresentano la nostra società prima della crisi economica. I colori sono vivaci, i personaggi frizzanti ed il loro problema principale era la ricerca dell’anima gemella. Moltissimi gruppi di amici si rivedevano in loro e vivevano sulle note della briosa colonna sonora.

Guardiamo meglio il periodo in cui girarono Friends: siamo nel 1994, alla Presidenza degli Stati Uniti abbiamo Bill Clinton (1993-2001), che ha avuto la fortuna di governare durante il periodo di pace militare più lungo mai visto dalla storia di questo paese, il ‘94 è stato anche un periodo di espansione economica (negli ultimi anni del suo mandato c’è persino stato un surplus nel bilancio di 69 miliardi di dollari). L’unico grande scandalo che si è visto durante il suo mandato è stato il caso di Impeachment dovuto alla sua relazione extraconiugale. Tutto questo crea nella società un clima positivo, non ci sono grandi problemi e Friends riprende il trend pacifico e felice di questi anni.

Friends dipingeva la società della fine degli anni 90, al punto che (principalmente nella versione originale) la tipica frase di Joey “How you doin’?” e l’enfasi posta dall’aggiunta di “so” prima di ogni aggettivo hanno influenzato enormemente la lingua Inglese. Come se non bastasse, il taglio di capelli di Rachel era conosciuto come “il taglio alla Rachel” (“The Rachel” in lingua originale) da tutti i parrucchieri.

Le serie tv nate successivamente invece, come ad esempio How I Met Your Mother, che inizialmente appare una commedia, non lo sono, o almeno non lo sono sulla stessa linea di Friends. Ognuno dei personaggi è alla ricerca della felicità, ma nessuno di loro è felice. Tutti i protagonisti hanno dei problemi, problemi comuni nella società odierna, c’é chi non riesce ad avere figli, chi non trova lavoro se non facendosi aiutare da amici/parenti, chi non riesce a trovare il vero amore perché deve mantenere il ruolo da “playboy” che si è costruito ed infine ci sono i problemi economici. Ad accompagnare il tutto abbiamo anche una grandissima dose di colori molto scuri che caratterizzano la scena e moltissime ombre che ci impediscono di vedere chiaramente.

Questa è la rappresentazione della società di oggi. Siamo tutti alla ricerca di essere felici, ma sulla strada troviamo molti ostacoli che ci rendono difficile arrivare alla meta. Prodotta nel 2005 ci troviamo nel periodo successivo agli attacchi del 2001 che hanno portato gli USA (e molte altre nazioni) in guerra, alle porte abbiamo la crisi finanziaria, ancora non si è verificata, ma già si fa sentire. Le vite di tutti sono diventate più complesse e la voglia di ridere tra i telespettatori è poca. Negli stessi anni infatti nascono i Reality Show perché il pubblico a casa vuole avere in mano il destino e il futuro di chi partecipa alle sfide, un po’ com’é successo a loro l’11 Settembre del 2001. Il pubblico non è più veramente padrone delle proprie vite, altri hanno deciso per loro di portare via i loro cari.

In questo periodo così delicato, dove la comicità non è ben accetta, il pubblico vuole rifugiarsi nelle immagini televisive e per farlo guarda programmi Fantasy con mostri e vampiri. Il fantasy è una realtà così lontana da quella di tutti i giorni che permette al pubblico di allontanarsi dalle proprie vite, non stanno guardando la loro vita sullo schermo e possono evadere dalla realtà in pace.

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Sono un'appassionata di sci e fotografia. Faccio del mio meglio per sopravvivere all'Università, scrivo questo blog e nel 2013 ho aperto slavastudenti.com, un sito per aiutare universitari in crisi.

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