Ingordi di Apple.

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E’ uscito il nuovo iPhone 5, c’è chi è rimasto colpito dalle sue novità, chi  invece no. Riccardo Luna, direttore della rivista Wired, in un’intervista ha dichiarato che l’ultimo melafonino non entrerà a far parte della storia. Premesso che, se Apple dovesse reinventare completamente il cellulare ogni volta, noi consumatori non potremmo mai adattarci alle novità e finiremo con l’essere schiacciati dalla tecnologia invece di usufruirne a nostro vantaggio. Non sarebbe nemmeno una gestione efficente delle risorse e dei macchinari da parte di Apple. Pensiamoci insieme, l’innovazione deve essere analizzata da due punti di vista: quello del consumatore e quello dell’azienda. Il consumatore agisce in base alla moda del momento e alle sue necessità, siccome Apple è l’Armani o il Valentino della tecnologia possiamo tranquillamente dire che quest’azienda ha creato o in qualche modo condizionato la moda in ambito tecnologico, quindi questo punto per lei non è un gran problema. Lo scoglio maggiore è quello dei macchinari. La creazione dei cellulari avviene tramite robot che devono essere cambiati ed adattati ogni volta che esce un nuovo iPhone. Il mantenimento dei macchinari è molto costoso, è quello che in economia viene definito un costo fisso (un costo che quindi non può essere sostituito). Per le aziende è quindi conveniente sfruttare i loro macchinari il più a lungo possibile così da ammortizzarne il costo nel tempo e cambiarle solo quand’è necessario.

Bisogna tenere anche presente che non si può presentare un prodotto che il mercato non sarebbe in grado di assorbire, non avrebbe senso. iPhone avrebbe potuto introdurre in questo suo ultimo modello anche la possibilità di viaggiare sulla luna e noi saremmo stati lì con gli occhi luccicanti e la bocca aperta a dire “wow! che figata!”, ma non avremmo potuto usufruire di questa funzione perché non ancora attrezzati con le giuste conoscenze, supporti eccetera. Il risultato sarebbe stato un prodotto innovativo sì, ma inutilizzabile e ci saremmo solo lamentati. Ci basta pensare a Siri quando fino a pochi mesi fa noi italiani non potevamo utilizzarlo perché ancora non parlava la nostra lingua, cosa abbiamo fatto? Ci siamo lamentati. La stessa cosa probabilmente succederà con la nuova applicazione Passbook che quasi sicuramente noi saremo tra gli ultimi a poter provare, perché si sa, noi italiani siamo un po’ retrò.

Quando Steve Jobs ha presentato il primo iPhone il mondo era pronto a recepirlo, eravamo pronti ad un cambiamento così grande. Il prossimo grande passo sarà molto più importante di quanto non fu il passaggio dalla tastiera al touch-screen, ma prima di farlo dobbiamo essere pronti, altrimenti inciamperemo.

Sicuramente Apple con questo nuovo modello non ha sconvolto completamente il mondo tecnologico, ma siamo sicuri che saremmo stati in grado di assorbirlo? O siamo solo un po’ ingordi?

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Sono un'appassionata di sci e fotografia. Faccio del mio meglio per sopravvivere all'Università, scrivo questo blog e nel 2013 ho aperto slavastudenti.com, un sito per aiutare universitari in crisi.

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